Perchè Dio esiste?

Argomentazioni non bibliche a sostegno dell’esistenza di Dio.

 

È RAGIONEVOLE CHE DIO ESISTA!

Senza l’esistenza di un essere supremo, che ha pianificato ogni cosa e che ha un disegno preciso, l’esistenza umana non ha ne capo ne coda; è occasionale e senza un reale senso. Senza Dio siamo senza una vera ragione se non quella fine a se stessa di sopravvivere, venendo dal nulla per riandare nel nulla. L’esistenza di Dio, invece, colloca l’esistenza umana all’interno di una ragione; ha una causa ed ha un effetto. Con Dio l’esistenza umana assomiglia tantissimo a tutto quello che un essere intelligente normalmente fa e cioè: pensa, progetta e realizza qualcosa. Tutto nel creato segue questa norma. Gli animali non vagano a caso ma hanno degli obiettivi da realizzare. Le piante hanno un senso ed un ruolo all’interno dell’ecosistema così come tutto ciò che è creato. L’uomo, poi, è una sequenza interminabile di progetti ed obbiettivi da perseguire. Allora la cosa più irragionevole sarebbe che tutto questo creato sensato e determinato, venga da un fatto insensato ed occasionale. È ragionevole invece che tutto venga da un fatto altrettanto, anzi, maggiormente sensato come l’esistenza di una intelligenza superiore che ha un progetto da perseguire ed una meta da raggiungere.

È GIUSTO CHE DIO ESISTA!

Siamo tutti amanti della giustizia e dell’equità. Siamo in grado di concepire questi valori e di perseguirli. È assurdo concepire qualcosa che difficilmente possa poi trovare una vera e piena realizzazione. Nel mondo infatti esistono una infinità di ingiustizie e di iniquità che restano e che resteranno senza una risposta adeguata. Ingiustizie sociali, ingiustizie personali, ingiustizie genetiche (è ingiusto che uno sia più intelligente di un altro o che uno sia sano mentre un altro nasca disabile ecc…). Questa ingiustizia dalla quale siamo pervasi associata al senso di giustizia che tutti abbiamo ci spingono energicamente a credere che esista una giustizia oltre i nostri limiti ed oltre quello che è al momento fuori dalla nostra portata pratica e cognitiva. Una giustizia che toccherà tutto e tutti; una giustizia che risponderà equamente ad ogni ingiustizia. Ora questa giustizia è chiaro che non possa essere di questo mondo per cui deve essere per causa di forza maggiore una giustizia che risiede in qualcuno intelligente e potente che è sopra gli uomini, e chi se non Dio può essere questo giudice. Dio soddisfa il bisogno profondo di giustizia che è in ogni essere umano. Se Dio non esistesse questo mondo oltre che essere senza senso sarebbe anche un luogo profondamente e biecamente ingiusto ed impunito. L’esistenza di Dio come esecutore di una giustizia sovrana, certa ed infallibile, colloca l’umanità in un quadro reale e profondamente compatibile con le aspettative dei sentimenti e dei valori umani molto più di quanto non lo sarebbe la sua inesistenza.

È NECESSARIO CHE DIO ESISTA!

Proviamo ad immaginare quale reazione susciterebbe la notizia secondo la quale sarebbe stato inequivocabilmente dimostrato che Dio non esiste. Pensiamoci un attimo. Credo che la disperazione sarebbe totale e globale e non solo da parte dei credenti, come ci si aspetterebbe, ma sono convinto che questa disperazione investirebbe inaspettatamente anche gran parte dei non credenti: agnostici, atei e affini. La disperazione sarebbe globale perché in fondo in fondo, anche se alcuni molto in fondo, tutti sperano, in modi differenti e con aspettative differenti, che dopo la morte possa davvero esistere qualcosa come una una specie di giusto riscatto dalle sofferenze di quaggiù. Una speranza alimentata da quel barlume di probabilità prodotto dal fatto che in realtà nessuno, ma proprio nessuno, può affermare il contrario e cioè che dopo la morte tutto realmente si estingue nel nulla. I credenti hanno le loro idee molto chiare; i meno credenti hanno le loro idee confuse; gli atei e affini vedono alla possibilità che Dio esista e che esista un al di là nello stesso modo in cui vede la vincita uno che ha comprato un biglietto della lotteria; non ci crede mica più di tanto che vincerà, anzi ci crede poco, o niente, ma in fondo in fondo spera che possa essere proprio lui il vincitore. Così molta umanità vede a Dio e all’aldilà; non ci crede molto, poco, pochissimo, ma in fondo in fondo nutre una piccolissima, (o grande?) speranza che ciò che si dice in giro sia vero e che Dio sia benevolo poi con lui. Se ci fosse la tragica notizia della certa inesistenza di Dio tutto ma proprio tutto il mondo sarebbe inevitabilmente ed irreversibilmente depresso e disperato perché tutti in qualche modo, in modo più o meno evidente, magari come un segreto inconfessabile del proprio cuore, sentono la necessità che Dio esista per davvero. Questa speranza in Dio e nella sua esistenza è il pensiero dell’eternità che abita ogni cuore e che spinge l’uomo a cercare la verità su se stesso e su Dio. 

È INEVITABILE CHE DIO ESISTA!

Da che esiste il genere umano esiste anche il pensiero dell’eternità e di una qualche realtà sovrumana che possa avere un’influenza sul destino dell’umanità. Tutti gli esseri umani di tutti i tempi e di tutti i luoghi della terra, dalla tribù più sperduta fino al popolo più evoluto; dalla notte dei tempi fino ad oggi, hanno sempre avuto nel loro cuore la percezione di qualcuno o qualcosa al di sopra di essi e che li sovrastava. Sono stati dati molti nomi a questa entità sovrumana, da Manitù agli alieni, dai politeisti ai monoteisti, dalle energie non meglio precisate alle divinità famigliari ecc… ; ma in un modo o in un altro l’idea del sovrumano, del divino, o di qualcuno che ci sovrasta e che possa intervenire per cambiare le sorti dell’umanità è sempre stata costantemente presente. Se ci pensiamo, l’ateismo o l’agnosticismo sono relativamente recenti come pensieri filosofici ed anche se si cerca di collocare questo pensiero nella notte dei tempi in realtà dobbiamo arrivare al diciottesimo secolo per trovare l’ateismo positivo. Inoltre, la stragrande maggioranza di coloro che si compiacciono di definirsi “atei o agnostici” non sa assolutamente nulla di queste filosofie ma semplicemente scelgono l’ateismo perché banalmente non gli piace credere nell’esistenza di Dio passando di fatto, a piè pari, da una fede in Dio ad una sprovveduta fede negazionista, perché sempre di fede si tratta. Chiediamoci: tutta questa umanità mondiale che dalla notte dei tempi ad oggi ha sempre percepito il divino è una umanità debole, ignorante e sprovveduta? No! La verità è piuttosto che l’esistenza e la presenza di Dio è inevitabile; la si trova in ogni angolo dell’universo, in ogni cm sulla terra ed in ogni angolo del pensiero, del credente come dell’”ateo”. La presenza di Dio è inevitabile ed invadente e nessuno potrà mai cancellarla ma ognuno dovrà piuttosto conciliarla alle aspettative, troppo spesso frustrate, di un cuore e di un pensiero che da sempre sono in grado di percepirla.

Come sta la casa?

Perciò chiunque ode queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato ad un uomo avveduto che ha edificata la sua casa sopra la roccia. E la pioggia è caduta, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma ella non è caduta, perché era fondata sulla roccia. E chiunque ode queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato ad un uomo stolto che ha edificata la sua casa sulla rena. E la pioggia è caduta, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato ed hanno fatto impeto contro quella casa; ed ella è caduta, e la sua ruina è stata grande. Ed avvenne che quando Gesù ebbe finiti questi discorsi, le turbe stupivano del suo insegnamento, perché egli le ammaestrava come avendo autorità, e non come i loro scribi. Matteo 7:24-28

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. . . – – – . . . /. . . – – – . . . /. . . – – – . . . / . . . – – – . . . , questo il segnale che veniva freneticamente e disperatamente lanciato da bordo di una nave, verso l’ignoto.

Nel gergo “Morse” il segnale di S.O.S. tre punti tre linee tre punti, è il segnale di richiesta di soccorso che viene lanciato via radio da navi o aerei in difficoltà, nella speranza che qualcuno lo capti e vada finalmente in loro soccorso.
La storia della “ESPERANZA”, questo il nome della nave in difficoltà, è una storia drammaticamente incredibile, ma vera.

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Incontrando Gesù

 

Ho cercato di individuare quali fattori potrebbero influenzare in maniera decisiva la vita di un essere umano. Soffermandomi così solo all’essenziale, ho pensato a cose come: una profonda relazione d’amore, la famiglia, una buona cultura ed istruzione, il successo nel lavoro ed una buona posizione sociale, la provenienza geografica, la salute ecc… . Ho pensato che tutte queste situazioni sono senz’altro importanti, ma ho anche riflettuto sul fatto che nessuna di esse ha il potere di determinare le sorti di un essere vivente quanto il personale incontro con Gesù.

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Si può vincere la morte?

Un argomento sconveniente?
Ci rendiamo conto che questo è un tema un po’ curioso, addirittura qualcuno potrebbe pensare che sia sconveniente parlare di morte, ma sono sicuro che non c’è tema più importante da affrontare per chi non lo abbia già fatto seriamente prima, ed il fatto che molti possano pensare a questo tema come a qualcosa di cui non parlare è la testimonianza di quanto sia invece necessario farlo.

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Il vero bisogno del mondo

Non so secondo voi qual è il vero bisogno del mondo. Sarei molto curioso di sapere cosa pensate in merito. Un metro di misura per valutare un bisogno è senz’altro la mancanza. Cosa manca nel mondo che se ci fosse sarebbe tutto un altro mondo?
Guardandomi un po’ intorno non ho impiegato molto a individuare alcune cose, una delle quali emerge in maniera drammatica e diffusa. Sto parlando della pace. Credo che tutti siamo d’accordo nell’affermare che nel mondo c’è una gravissima mancanza di pace.

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La Chiesa nel pensiero di Dio

PREMESSA

Nell’articolo sulla Rivelazione divina abbiamo considerato come la Bibbia sia l’unica fonte che con autorevolezza può fregiarsi di questo titolo. 

La Parola di Dio parla di molte cose tutte utili ed indispensabili e non vogliamo dare un ordine di importanza ma vogliamo mettere tutta la rivelazione sullo stesso livello. Nel cercare di stabilire comunque un ordine mi sono ritrovato nel cuore un argomento particolare. È un argomento storicamente centrale nella Bibbia introdotto dal tema spiritualmente centrale della Bibbia cioè Gesù. Stiamo parlando della Chiesa, il corpo mistico di Cristo. La Chiesa che rimane sulla terra come la presenza visibile di Cristo in attesa del Suo ritorno che la rapirà con se…voi mi sarete testimoni…dirà Gesù rivolgendosi ai suoi apostoli allorquando ascende al cielo.

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Tornare a Casa!

Tornare a casa! Quanti pensieri importanti possiamo trovare in questa breve espressione!

  • La casa è il luogo dov’è la nostra famiglia, i nostri affetti più intimi e responsabilizzanti. Questa famiglia è il nostro rifugio nelle tempeste della vita; è il nostro riposto dalle fatiche, è la nostra buona parte di società.
  • Padri, madri, figli, fratelli sono tutti nella casa a condividere, protezione, riposo, fatiche, successi, dolori, gioie, ansie, vittorie, sconfitte.
  • Casa è il luogo dove ci sarà sempre un posto per noi.
  • Casa è il luogo dei primi insegnamenti vitali
  • Il luogo delle scelte importanti
  • Il luogo della memoria famigliare, dei ricordi di bambino,

Casa è il posto più bello che c’è!

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4 interessanti figure del cristiano

Nella Parola di Dio troviamo delle interessanti figure che presentano vari aspetti dell’essere cristiani. Queste figure ci aiutano a comprendere meglio chi siamo, come vivere la nostra condizione di cristiani, cosa siamo chiamati a fare e come fare ciò a cui siamo chiamati.

Oggi vedremo 4 di queste figure. Ho associato ogni figura ad un campo d’azione specifico così come mi sembra venga fatto anche dalla Parola.

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