Elogio alla Bibbia

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“Nata in oriente e vestita di abiti e immaginativa orientali, la Bibbia percorre le strade del mondo per entrare in una terra dopo l’altra e trovare la propria casa dovunque.

Ha imparato a parlare al cuore dell’uomo in centinaia di lingue; i fanciulli ascoltano con meraviglia e con gioia le sue storie, uomini saggi le ponderano come parabole di vita.

I malvagi e gli orgogliosi tremano davanti ai suoi moniti, ma per coloro che sono penitenti e feriti essa assume toni di madre.

Essa è entrata nei nostri sogni più cari, e così l’amore e l’amicizia, la simpatia, la devozione, il ricordo, la speranza, si ricoprono dei begli abiti del suo parlare pieno di tesori, e nessun uomo che possegga un tale bene e povero e sconsolato.

Quando l’orizzonte si fa oscuro e il tremante pellegrino giunge nella valle dell’ombra, egli non ha paura di entrare; presi in mano il bastone e la verga della Scrittura, egli dice al suo amico e compagno: “addio ci rivedremo!” ed alla prospettiva di un tale sostegno si avvicina a quel varco solitario come uno che passi dalle tenebre alla luce”.

(Da “Companionable Books” di Henry Van Dyke)